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Raffaele Vitale
Dai Dirigenti Scolastici richiesta di sburocratizzazione e rinnovo del CCNL

APPROFONDIAMO


Dai Dirigenti Scolastici
richiesta di sburocratizzazione
e rinnovo del CCNL

 

I fondi per il PNRR e le procedure

di inserimento, verifica e chiusura

dei progetti hanno progressivamente indirizzato ruolo e attività dei DS

verso compiti distanti

dal contesto organizzativo-didattico,

incrementando le “molestie burocratiche”.

Dopo la sottoscrizione del CCNL

del comparto scuola (docenti e ATA),

è necessario siglare anche il contratto

dei dirigenti scolastici.

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Segretario Generale CISL Scuola Calabria.

Coordinatore nazionale Dirigenti scolastici CISL Scuola

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Prima che si emanasse l’atto di indirizzo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, come CISL Scuola Nazionale avevamo già iniziato a confrontarci su alcuni punti critici relativi al profilo del dirigente scolastico.

Dalle riflessioni a livello territoriale emerge l’immagine di una professionalità che negli anni è stata sempre più caratterizzata da incombenze amministrative, piuttosto che da quelle di tipo educativo-didattico che sono state sacrificate da un punto di vista sostanziale, anche se formalmente rimaste inalterate.

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Da sempre, come CISL Scuola, abbiamo sostenuto l’idea di considerare il Dirigente Scolastico come parte integrante della comunità educativa, nel convincimento che è anche un punto di forza della nostra azione sindacale, di voler essere rappresentativi di tutti i profili presenti all’interno delle istituzioni scolastiche. Siamo ancora più convinti che occorra rafforzare il ruolo di leader educativo del Dirigente Scolastico sfrondando quegli adempimenti amministrativo-burocratici che non possono essere eliminati in una organizzazione complessa come la scuola, ma che negli anni sono diventati una zavorra che appesantisce il lavoro delle IISS nel loro insieme e del DS nello specifico. Senza che spesso si riesca a coglierne il senso.

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Il Dirigente Scolastico condivide con gli altri dirigenti della pubblica amministrazione molte responsabilità (civili, penali, amministrativo-contabili, disciplinari), ma ne detiene anche altre, specifiche del settore (sicurezza sui luoghi di lavoro, interlocuzioni con l’utenza e con i responsabili degli enti locali, rapporti con i genitori, con gli organi collegiali), che ne fanno una figura anomala nell’ambito della PA. Come d’altro canto il suo ruolo di leader educativo, legato indissolubilmente al contesto educativo-didattico in cui svolge la sua funzione e al suo ruolo di provenienza (la docenza), lo rende una figura unica nell’ambito del pubblico impiego.

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L’atipicità del ruolo è stata d’altro canto quella più evidenziata anche nelle interlocuzioni territoriali, prevalendo la convinzione che la provenienza dal profilo di docente dovrebbe essere l’elemento centrale per una caratterizzazione di leadership prevalentemente educativa e elemento imprescindibile di accesso alla professione.

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Anche l’introduzione del nuovo sistema nazionale di valutazione per l’a.s. 2024-2025, come novellato dal D.M. 47/2025 di adozione del Nuovo sistema nazionale di valutazione dei dirigenti scolastici, ha tendenzialmente confermato questa impostazione; se da un lato, infatti, era auspicabile trovare forme di verifica che fossero le più oggettive possibili, ovvero riscontrabili attraverso parametri reali, dall’altro la prevalenza dell’aspetto amministrativo è emersa in maniera evidente, rivelandosi tra l’altro, determinante in fase di assegnazione del punteggio.

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L’assegnazione dei fondi per il PNRR e le complesse procedure di inserimento, verifica e chiusura dei progetti hanno ancora di più indirizzato il ruolo e le attività del DS verso compiti sempre più distanti da un contesto organizzativo-didattico, andando a incrementare quelle che molti hanno definito “molestie burocratiche”.

 

Non privo di criticità resta il versante contrattuale della dirigenza scolastica. Nonostante l’ultimo CCNL sia stato sottoscritto nel 2024, di fatto lo stesso ha riguardato il triennio 2019/2021, quindi presenta il ragguardevole primato dell’aver raggiunto un lustro dalla scadenza. Pur avendo ribadito scontati e legittimi principi di adeguamenti alle retribuzioni degli altri dirigenti della pubblica amministrazione, è necessario che il rinnovo del futuro contratto, anzi dei futuri contratti, sia gestito in maniera differente rispetto al passato.

 

Come per la sottoscrizione del CCNL del comparto scuola (docenti ed ATA), con l’impegno a rendere immediatamente concreti e fruibili anche quelli successivi (2025/2027 e 2028/2030), in modo tale da allineare tempestivamente ed economicamente i rinnovi con le scadenze, sarà importante ripetere lo stesso obiettivo anche con il contratto dei dirigenti scolastici, andando a incidere anche su nuove forme di tutele.

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Un buon punto di partenza è stato quello di riconoscere i benefici della cosiddetta polizza sanitaria, inizialmente prevista solo per il personale docente e ATA, anche per i dirigenti delle istituzioni scolastiche. Si potrebbe inoltre pensare a estendere il bonus docenti per la formazione anche a questa categoria e rendere più fruibile lo smart working, in considerazione della già grande mole di lavoro che da tempo viene svolta a casa. Infine, si potrebbe tendere verso alcuni collegamenti con il CCNL dei docenti e del personale ATA, attraverso nuovi spazi, nuovi profili e nuovi compiti (figure di sistema funzionali al PTOF), con l’obiettivo rendere la gestione dell’Istituzione Scolastica più coerente e condivisa, sia dal punto di vista della valorizzazione, sia su quello dell’assunzione di responsabilità.

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L’obiettivo resta quello di migliorare la qualità del servizio di istruzione, attraverso il giusto riconoscimento del lavoro svolto da tutti i componenti della comunità educante, cosi come fortemente inteso dalla nostra organizzazione sindacale.

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