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presentazione

 

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Ufficio Studi CISL Scuola

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L’EDITORIALE della Segretaria Generale Ivana Barbacci apre la rivista e ci introduce alla parola che abbiamo individuato in questo primo numero del 2026, la professione del Dirigente Scolastico. Andiamo così a completare la riflessione sulle professionalità della scuola, iniziata con i docenti e proseguita con il personale ATA. Se da una parte Barbacci ribadisce la funzione centrale di leadership educativa del dirigente scolastico, dall’altra, ne sottolinea la specificità nell’ambito della dirigenza pubblica, strettamente collegata all’autonomia scolastica, nella quale svolge il suo ruolo di gestione organizzativa e amministrativa.

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Il focus su Professione DS si apre in NE PARLANO con Anna Armone che sottolinea il carattere unico della Dirigenza scolastica nell’area della P.A. La funzione di leader educativo esercitata dal DS lo colloca in una posizione giuridica che non ha eguali nell’amministrazione pubblica. Gli strumenti giuridici che il DS ha a disposizione sono di tipo persuasivo e non ordinatorio.

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Per Laura Biancato la figura di DS che dobbiamo costruire per il futuro è quella di un catalizzatore di senso. Non servono né una duplicazione di figure al vertice, né un arroccamento in tecnicismi burocratici. Servono piuttosto dirigenti che sappiano uscire dall’ufficio, riabilitare la didattica e investire sulla sostanza relazionale prima che sulle procedure formali.

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Max Bruschi ci dice che se l’obiettivo è quello di tornare ad accentuare la dimensione educativa della dirigenza e dare respiro all’autonomia, sarebbe necessario sfrondare e ottimizzare i processi amministrativi; intervenire sulla governance delle Istituzioni scolastiche evitando sovrapposizioni di figure; ragionare sugli esiti del D.M. 47/25 che si presenta comunque come strumento di valutazione sostenibile.

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Giuseppe Cosentino ci presenta una ricostruzione del contesto storico e legislativo che ha visto la nascita, negli anni ’90, della dirigenza scolastica, in un periodo in cui le vicende di Mani Pulite spinsero l’amministrazione pubblica ad adottare strumenti di maggiore trasparenza. La riforma amministrativa tendeva a riconoscere maggiore Autonomia ai livelli decentrati, a partire dal vertice della gestione, che vogliono darsi da sé proprie regole di funzionamento e obiettivi, passando dalla logica dell’adempimento a quella della responsabilità di risultato.

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Secondo Maria Teresa Stancarone il DS funge da ponte tra scuola e mondo esterno, costruendo una rete con le famiglie e il territorio. Ma prima ancora è necessario che favorisca la condivisione e la partecipazione alle scelte progettuali e organizzative delle scuole. Si tratta di una figura articolata capace di esercitare leadership pedagogica e partecipativa e che deve possedere insieme competenze manageriali.

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In APPROFONDIAMO, Fabrizia De Cuia affronta il tema della vigilanza a scuola e della connessa responsabilità. Richiama le norme sull’obbligo di vigilanza, sulla identificazione di responsabilità in capo al personale e all’Amministrazione scolastica. Norme finalizzate a garantire l’obbligo di protezione e vigilanza sull’incolumità degli alunni. È l’Amministrazione scolastica, in primis, il soggetto tenuto al risarcimento del danno.

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Elio Formosa esprime le sue riserve sulla Legge 144/25 se applicata alla scuola pubblica non statale. Il passaggio dal principio di maggiore rappresentatività a quello di maggiore applicazione dei CCNL apre la corsa a quello che può garantire le retribuzioni più basse.

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Raffaele Vitale pone l’attenzione sulla complessità del ruolo della dirigenza scolastica e su come i crescenti impegni legati ai fondi per il PNRR e le procedure di inserimento, verifica e chiusura dei progetti, abbiano ulteriormente indirizzato ruolo e attività dei DS verso compiti distanti dal contesto organizzativo-didattico, incrementando le “molestie burocratiche”. Dopo la sottoscrizione del CCNL del comparto scuola (docenti e ATA), è necessario siglare anche il contratto dei dirigenti scolastici.

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Nella rubrica STRUMENTI DI LAVORO Giambattista Rosato affronta la riforma della normativa sui flussi di bilancio, la cui regolare e tempestiva trasmissione costituisce presupposto di legittimità che consente alla scuola di garantire il proprio funzionamento. Consapevole del gravoso onere amministrativo, il MIM ha elaborato strategie di compliance agevolate.

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Attilio Varengo ci informa che dopo la sottoscrizione del CCNL del Comparto Scuola del 2022-2024, riprende la stagione negoziale per il prossimo contratto. Per la prima volta dopo decenni, grazie alla perseveranza, al senso di equilibrio alla capacità negoziale e di analisi del contesto di CISL Scuola, l’attuale contrattazione potrà iniziare e concludersi nel corso della vigenza del triennio.

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In GENTE DI SCUOLA Lorenzo Gobbi, si chiede, anche a seguito dei numerosi casi di cronaca che vedono protagonisti studenti e studentesse tra pari e nei confronti dei docenti, come affrontare la violenza a scuola. Cosa possono fare gli insegnanti? Sono la qualità della relazione, l’attenzione e l’ascolto, il rispetto prima agito e poi atteso a essere ancora gli unici argini alla violenza.

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Maria Prodi ci parla della figura del DS. La scuola non ha bisogno di donne o uomini soli al comando. Nella scuola-comunità la forza del dirigente sta nel creare ambienti in cui gli altri lavorino bene e possano serenamente esprimere la propria personalità.

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GIOVANI SCIENZIATE CRESCONO vede la partecipazione di Serena Aprano che interviene sull’uso dell’AI negli ambienti del lavoro. L’intelligenza artificiale, a suo avviso, non sostituirà gli esseri umani: alcuni lavori scompariranno, altri si trasformeranno, ma la creatività, l’empatia, la capacità critica sono insostituibili. L’AI è uno strumento che bisogna imparare ad usare, proprio per fugare timori ingiustificati.

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Nella rubrica TEMA LIBERO diamo spazio ad interventi di varia natura. Sandro Calvani ci presenta l’educazione protopica come strumento per superare la policrisi che viviamo. Essa può trasformare l’eco-ansia delle nuove generazioni in ottimismo ragionato, grazie all’attivazione di progetti inter e pluridisciplinari. L’ambiente scolastico diventa luogo di trasformazione positiva, secondo la massima di Confucio, “Se faccio imparo”.

 

Per Erica Cassetta, il viaggio svolto a seguito del Treno della Memoria dalla dirigenza sindacale CISL Scuola e dallo staff della segreteria nazionale, diventa l’occasione per una riflessione sul “male radicale” che ha rappresentato Auschwitz e sull’esercizio del giudizio. Come personale della scuola, il dovere della memoria diventa tanto più necessario nel momento in cui assistiamo ai tentativi di chi vuole negare ciò che è successo, o derubricarne l’importanza come qualcosa del passato senza più legami con il presente.

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Christel Antonazzo, nel presentare il “Progetto Treno della Memoria”, che anche quest’anno ha coinvolto 5000 studenti/esse, ci esorta alla memoria come pratica quotidiana. Nell’educazione alla memoria e alla pace si deve superare la retorica degli eroi e rilanciare l’impegno per una cittadinanza attiva che vigili sul presente.

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In ARTE CINEMA LIBRI MUSICA, Vincenzo Alessandro ci presenta il tema della crisi della democrazia in tre testi: il Rapporto ‘26 di OXFAM incentrato sul restringimento della ricchezza globale nelle mani di 3000 miliardari che detengono l’81% delle risorse. Tale livello di disuguaglianza alimenta la polarizzazione politica e riduce la partecipazione dei cittadini meno abbienti. Il secondo, il libro Libercomunismo parla anch’esso della concentrazione della ricchezza e perviene alle stesse conclusioni del Rapporto. Il terzo testo, Rifeudalizzazione, introduce l’elemento della digitalizzazione dell’economia che fa emergere gli elementi più oscuri del retaggio feudale, a partire dalla commistione tra interessi pubblici e privati.

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Erica Cassetta recensisce il Diario di Dawid Rubinowicz, adolescente ebreo polacco, morto nel campo di sterminio di Treblinka II, scritto tra il 1940 e il 1942. Il ragazzo vi annotò fatti della sua breve esistenza, le sue considerazioni sulla vita e sugli eventi della storia. Al centro delle sue preoccupazioni ci sono la guerra e la persecuzione degli ebrei.

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Annamaria Iantaffi presenta un modo poco usuale di guardare all’Olocausto, una rassegna non sistematica di artisti figurativi dell’orrore. A partire da Wilhelm Brasse, il fotografo ufficiale di Auschwitz; Dawid Olère che dipinse l’impiego delle camere a gas e i forni crematori; Felix Nussbaum con la sua allegoria disperata della condizione umana; Charlotte Salomon autrice di un’opera biografica insieme visiva, musicale e teatrale; Aldo Carpi che rappresentò nei suoi disegni il campo di Mathausen; Art Spiegelman che attraverso la graphic novel, Maus in cui i polacchi sono rappresentati come maiali, i tedeschi come gatti e gli ebrei come topi, vinse il Pulitzer.

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Francesco Ottonello ci introduce ad una delle figure musicali più importanti del ‘900 spagnolo, Manuel De Falla, che attraverso composizioni come El sombrero de tres picos è stato capace di trasformare il folklore in linguaggio universale unendo in modo originale tradizione e innovazione. Lo riascoltiamo nella ricorrenza della nascita.

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Il GRANDE TEMA di quest’anno sarà l’EUROPA. Crediamo infatti che la disaffezione per il progetto europeo interna al continente, proprio in un momento in cui si sta ridefinendo il quadro internazionale, ne faccia un tema di grande importanza per le sorti dei singoli Paesi, compreso il nostro. Abbiamo chiesto agli storici di scrivere per noi, sperando di poter fornire elementi di contesto che aiutino a decifrare la complessità del presente.

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Paolo Acanfora ricostruisce le tappe del processo di integrazione europea a partire dal 1951, anno di creazione della CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio). Il processo di integrazione si è si è svolto sul versante economico e monetario e ciò anche dopo l’elezione diretta dal 1979 dei membri del Parlamento Europeo. Anche con il Trattato di Maastricht del 1992 che segna un momento fondamentale nella costruzione dell’attuale Europa, permane l’asimmetria tra unione economico-monetaria e quella politica. Una battuta d’arresto fondamentale è la mancata approvazione della Costituzione per l’Europa del 2004 a seguito dei referendum negativi in Francia e Olanda.

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Andrea Argenio affronta il tema della difesa comune e del pacifismo in Europa e nel nostro Paese. I vari tentativi di realizzare una difesa comune si sono infranti sull’opposizione dei singoli paesi a rinunciare alla sovranità nazionale. In Italia l’esercito regolare, elemento di collante sociale ed economico, è stato sostituito da un esercito di professionisti, l’utilizzo del quale ha permesso al paese di collocarsi ai primo posti a livello internazionale nelle azioni di sostegno e mantenimento della pace.

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Davide Grippa si sofferma sul fatto di come la perdita della di centralità dell’Europa, svelata dalla crisi dell’Alleanza atlantica, ha determinato anche in passato un irrigidimento degli attori politici e culturali. Ciò si può rinvenire anche a livello di politica scolastica nel passaggio dalle Indicazioni Nazionali del 2012 a quelle del 2025 dove assistiamo, anche nell’insegnamento della Storia, alla scomparsa della dimensione europeista e globalizzante e al ripiegamento sulla storia della nazione.

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Infine, Ulderico Sbarra, nella sua vignetta, rappresenta efficacemente l’autunno dell’Europa attraverso un albero da cui stanno cadendo le foglie.

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