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A ciascuno il suo
 

La Lettera Apostolica “Disegnare Nuove Mappe di Speranza”, di Papa Leone XIV, riprende

con rinnovata forza la dichiarazione conciliare “Gravissimum Educationis” ammonendo contro la subordinazione dell’istruzione al mercato

del lavoro e alle logiche spesso ferree

e disumane della finanza.

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Già Segretario Nazionale CISL Scuola, 

è stato direttore del CFP della provincia di Frosinone

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Qualche giorno fa ho ripreso in mano il testo della Lettera Apostolica scritta e pubblicata il 27 ottobre 2025 da Papa Leone in occasione del 60° anniversario della dichiarazione conciliare GRAVISSIMUM EDUCATIONIS. Il testo, molto complesso, presenta numerosi spunti che meriterebbero specifici approfondimenti anche sull’attuale stato delle “costellazioni educative” cattoliche, una rete viva e plurale di scuole parrocchiali e collegi, università e istituti superiori, centri di formazione professionale, movimenti, piattaforme digitali, iniziative di service-learning e pastorali scolastiche, universitarie e culturali, attraversate in questi ultimi anni da una crisi anche identitaria. 

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Nella Lettera pastorale, che non ho la presunzione di poter commentare, non mancano alcuni riferimenti ad argomenti di natura squisitamente sindacale, sui quali mi soffermerò. La GRAVISSIMUM EDUCATIONIS è un monito alquanto severo nei confronti di chi, pressato e costretto da varie e impellenti necessità, ha assoggettato una parte significativa dell’istruzione cattolica al mercato del lavoro e alle logiche spesso ferree e disumane della finanza. 

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Sessanta anni dopo la Gravissimum Educationis, il tema della laicizzazione forzata delle scuole cattoliche torna ad essere una viva preoccupazione. Il trasferimento di un crescente numero di scuole cattoliche verso la galassia delle scuole cosiddette commerciali e “laiche”, e l’adozione dei relativi CCNL, è da considerarsi la peggiore delle soluzioni da accettare in caso di crisi “aziendale”. 

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Anche se non espressamente richiamato, la Lettera fa riferimento al noto e diffuso fenomeno delle “migrazioni contrattuali” che la CISL Scuola da sempre contesta in quanto produce rilevanti conseguenze negative sulla qualità e identità dell’offerta educativa e scolastica e sui rapporti di lavoro. La scuola cattolica è un ambiente in cui fede, cultura e vita si intrecciano. Non è semplicemente un’istituzione – si legge nella Lettera pastorale – ma un ambiente vivo in cui la visione cristiana permea ogni disciplina e ogni interazione. Gli educatori sono chiamati a una responsabilità che va oltre il contratto di lavoro: la loro testimonianza vale quanto la loro lezione. 

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Il passaggio dai CCNL AGIDAE e FISM ad uno dei tanti CCNL commerciali non è pertanto possibile, se non alla condizione sine qua non di mantenere la propria identità e vocazione, e con essa quanto della dottrina sociale della Chiesa è presente nei CCNL che si lasciano. Questo principio è sancito in modo chiaro dai rispettivi CCNL (CCNL AGIDAE 2024-2027 art. 42 e CCNL FISM 2024-2027, art. 55), anche se è eluso sia dal cedente che non lo esige, sia dal cessionario che acquisisce l’istituzione cattolica. Lo stesso documento conciliare GRAVISSIMUM EDUCATIONIS riafferma il diritto di ciascuno all’educazione e mette in guardia da ogni riduzione dell’educazione ad addestramento funzionale o strumento economico, perché educare è un atto di speranza e una passione. 

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Il fenomeno delle migrazioni contrattuali è preoccupante perché di fatto indebolisce il sistema strutturato delle scuole cattoliche e rafforza la galassia indistinta delle scuole commerciali. Per la CISL Scuola è arrivato il tempo di intervenire attraverso più azioni di natura unitaria e congiunta, ovvero coinvolgenti tutte le OO.SS. firmatarie dei CCNL AGIDAE e FISM, le stesse Associazioni e le gerarchie della Chiesa cattolica. 

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Il primo obiettivo da raggiungere in tempi brevi riguarda la convergenza su un unico testo contrattuale dei due CCNL (AGIDAE e FISM), fermo restando l’autonomia e l’identità delle due Associazioni. Lo stesso obiettivo, reso principio di carattere generale, sembra essere richiamato nella Lettera apostolica dove si legge che: in passato c’è stata rivalità. Oggi chiediamo alle istituzioni di convergere: l’unità è la nostra forza più profetica. 

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Un secondo obiettivo sarà quello di portare a compimento l’iter di costruzione di un nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro per le scuole commerciali e laiche di ogni ordine e grado. Il percorso iniziato con la Confcommercio è prossimo a chiudersi. La categoria con la quale si è aperta la trattativa ha preso il nome identificativo e simbolico di Paideia. Lo stesso termine è richiamato nel Proemio della Lettera Apostolica, il cui significato è riconducibile al modello pedagogico e culturale platoniano, incentrato sulla crescita della persona e del cittadino attraverso un percorso di formazione globale. 

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I due CCNL, secondo i proponimenti della CISL Scuola, dovranno convergere entro un lasso di tempo accettabile a medesime condizioni economiche e normative. Solo così si potrà contenere, se non addirittura evitare, il ricorso al trasferimento delle istituzioni cattoliche verso contratti più convenienti, seppure di natura laica e commerciale. Il termine che li renderà omogenei e unici è proprio Paideia.

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Mani alzate insieme
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