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adolescenti

Una rivoluzione
per il benessere
degli adolescenti
 

Si parla molto del “disagio”

degli adolescenti. Ogni adolescente

è il risultato di quanto

si è costruito nel tempo,

delle opportunità offerte

e di quelle rese fruibili. 

Gli adolescenti hanno il diritto

di essere ribelli, e di non subire il disagio.

La scuola è il luogo dove valorizzare

il talento di tutti, in spazi dove salubrità

e benessere siano una priorità.

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Responsabile della UOC di Pediatria Generale

 e Malattie Infettive-Dipartimento Pediatrico 

Universitario-Ospedaliero Bambino Gesù di Roma

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’adolescenza come il periodo di transizione tra l’infanzia e l’età adulta, compreso tra i 10 e i 19 anni. Questa fase è caratterizzata da rapidi cambiamenti fisici, cognitivi e psicosociali, fondamentali per lo sviluppo, che influenzano il modo in cui i giovani pensano, sentono e interagiscono con il mondo.

 

Da sempre, già dall’antichità, è considerata una fase della vita estremamente complessa e di difficile comprensione e gestione da parte degli adulti (genitori ed educatori).

 

Negli ultimi lustri, in particolare negli ultimi anni, sembrerebbe essere esploso, quasi inaspettatamente, un importante e grave disagio tra gli adolescenti, che si è concretizzato in un significativo aumento di disturbi psicologici e neuropsichiatrici (10-20% della popolazione in età adolescenziale) e in un numero sempre maggiore di soggetti affetti da danni derivanti dalle nocività (droga, alcool, fumo, videodipendenza, ignoranza, scorretti stili di vita: oltre il 30%).

Sono dati allarmanti che imporrebbero urgenti misure correttive, ma purtroppo vengono adottate misure non omogenee, spesso di tipo “cosmetico” e non incisive (bonus). L’insuccesso di quanto viene fatto è documentato dal costante incremento dei numeri negli anni: accessi al Pronto Soccorso per problemi psichiatrici, soggetti in terapia psicologica/neuropsichiatrica, soggetti che usano/abusano di sostanze stupefacenti (sempre più ampia la disponibilità), etilismo e/o crisi di coma etilico già in precocissima età (anche preadolescenziale), l’incremento di patologie “croniche” dovute a una scorretta alimentazione e/o stili di vita.

 

Volendo fare ricorso alla terminologia medica si può affermare che la fotografia della situazione è chiara (diagnosi) ed è molto preoccupante anche per l’estensione del problema: di fatto una epidemia. Meno chiaro è quello che si deve fare (terapia), attualmente per lo più provvedimenti mirati a questo o a quel problema, mai nulla di organico o di ampia visione (raramente prevenzione). Confusa e disarmante l’identificazione delle cause (etiologia).

 

Procedendo con ordine, l’etiologia (la causa) di questo quadro disastroso, viene molto spesso attribuita a due principali fattori: il Covid e l’uso/abuso dei dispositivi elettronici digitali. Senza sminuire l’importanza di queste due devastanti e rilevanti cause, in realtà esse ne rappresentano solo una parte. Gli ultimi dati ISTAT 2025 hanno fotografato la drammatica demografia del nostro Paese, crollo delle nascite (355.000), una distribuzione delle famiglie inquietante dove oltre il 30% è rappresentato da nuclei unipersonali e una progressiva e costante diminuzione di famiglie con uno o più figli.

 

Altro dato rilevante è rappresentato dalla prevalenza, tra le famiglie, di quelle in cui è presente un solo figlio. Questa rappresentazione testimonia uno degli elementi critici per la vita degli adolescenti e di tutti gli esseri umani: la solitudine. Questi dati evidenziano l’insensatezza degli appelli che spesso politici, avulsi dalla realtà, fanno al ruolo della famiglia (quale famiglia?). La maggioranza dei ragazzi

vive in contesti complessi, molto diversi tra loro, non sempre nelle condizioni sociali, economiche, organizzative tali da poter essere di aiuto: non di rado sono concausa del disagio.

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Altro responsabile del disagio giovanile, spesso chiamato in causa, è la scuola. Anche qui, a un qualsiasi osservatore equilibrato e razionale, appare evidente che le scuole, nonostante l’eroico impegno di chi vi lavora a tutti i livelli, soffrono di mali tanto nocivi quanto ormai consolidati e radicati. Strutture obsolete, brutte (architetture degne di casermoni da edilizia popolare di bassa qualità), senza impianti sportivi e biblioteche, senza cucine né mense; raramente sono presenti sale teatro o la possibilità di studiare musica; prevalgono spazi al chiuso e all’aperto angusti, con orari rigidi e che coprono, nel migliore dei casi, poco più di metà giornata. Luoghi dove sicurezza e bellezza, salubrità e igiene non sono le priorità.

 

In questi luoghi inappropriati gli eroi che vi lavorano, sottopagati e poco riconosciuti, hanno l’arduo compito di “formare” i cittadini di domani. Senza entrare nel merito dei “programmi” di studio così lontani dalle reali necessità formative in una società profondamente cambiata e stravolta dell’innovazione. L’incredibile è rappresentato dal fatto che, in situazioni così sfavorevoli, chi vi lavora riesca a ottenere risultati non di rado lusinghieri: uno dei tanti miracoli del nostro splendido Paese.

 

I bambini, i ragazzi, hanno sempre maggiori difficoltà a trovare spazi dove poter trascorrere in sicurezza il tempo in maniera sana. Fare sport è quasi sempre un privilegio circoscritto a chi se lo può permettere, con un forte orientamento verso l’attività agonistica, riservata a una minoranza di soggetti. Altri spazi aggregativi, gratuiti, come potrebbero essere gli oratori, le biblioteche, le sedi di associazioni culturali e/o politiche, i parchi gioco oppure i teatri e i cinema, non sono presenti in molte realtà.

 

Come e dove potrebbero occupare il loro tempo gli adolescenti? Quella preziosissima ricchezza che è il tempo, è un vuoto nella vita di molti adolescenti, spesso “riempito” da noia, rabbia, solitudine, ricorso alle nocività (droga, alcool, ludopatia, autolesionismo, videodipendenza, ecc.). Praticare sport e/o imparare a suonare uno strumento musicale sono lussi limitati a pochi. Viviamo nel Paese della musica, ma solo meno di un cittadino su dieci è in grado di suonare uno strumento musicale!

 

Rispetto a questa situazione, che meriterebbe provvedimenti radicali, urgenti e che dovrebbe rappresentare la priorità per una politica sana e per le istituzioni, vengono attuati pochi provvedimenti, a macchia di leopardo, quasi mai coordinati tra loro. Esistono realtà virtuose, ma sono rare eccezioni al disastro generale. Da sempre, da tutti i governi che si sono susseguiti nei decenni, vengono stanziati fondi (talvolta fiumi di soldi) senza una visione d’insieme e/o un coordinamento per il recupero delle nocività (frazionati per droga, alcool, ludopatia). L’inutilità di quanto viene fatto è documentata dai pessimi risultati, peggiorativi ogni anno, per tutte le nocività che affliggono l’adolescenza.

 

Altro elemento che viene trascurato da quasi tutte le analisi relative al “disagio giovanile” è che adolescenti si diventa, non è una situazione improvvisa, un evento imprevedibile (come un terremoto e/o uno tsunami). Adolescenti si diventa dopo una infanzia che, nella stragrande maggioranza dei casi, è un percorso a ostacoli fatto di tante situazioni che non sono certo giovevoli per la salute fisica e mentale. Basta citare la deprivazione del sonno (quasi tutti i bambini dormono molto meno di quello che sarebbe necessario per il loro sviluppo cognitivo).

 

Si arriva all’adolescenza che ormai tutte le cattive abitudini sull’uso dei dispositivi elettronici sono già state prese e sono radicate. Si arriva all’adolescenza senza avere acquisito il patrimonio delle elementari regole per il benessere psicofisico: corretta alimentazione e adeguata attività fisica. Gli adolescenti sono il prodotto delle loro esperienze di vita durante l’infanzia: il benessere psicofisico si costruisce giorno per giorno.

 

Cosa sarebbe auspicabile, cosa sarebbe possibile fare? Come poter cambiare radicalmente questa situazione critica e difficile? La soluzione, quantunque rivoluzionaria, sarebbe talmente facile che non la si vuole trovare: una scuola diversa.

In un contesto sociale nel quale i ragazzi sono spesso soli, con gli adulti di riferimento tutti impegnati nel lavoro, senza disponibilità economiche in grado di favorire attività indispensabili all’armonico sviluppo della personalità (sport, arte, cultura), gli adolescenti sono molto spesso in balia di loro stessi e/o dei pessimi modelli presenti nel web.

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La scuola, che tutti frequentano, può/dovrebbe essere il luogo in cui permettere lo sviluppo armonico del talento di ogni individuo. Perché questo si realizzi occorre, prima di tutto, che sia presente in edifici specificamente dedicati: belli, spaziosi, sicuri, salubri, dotati di strutture sportive, teatri, biblioteche, mense, sale d’incontro, parcheggi, adeguati ambienti per chi vi lavora, aule luminose e attrezzate per la moderna didattica. Una scuola aperta dodici ore al giorno, se possibile, per alcune attività (sportive, ricreative), anche nel fine settimana.

 

Una scuola dove sia possibile la refezione didattica, con il coinvolgimento dei ragazzi nella scelta e nella preparazione dei pasti, guidati da personale qualificato (cuochi e nutrizionisti), come materia d’insegnamento.

Una scuola dove sia possibile praticare diversi sport, imparare a recitare, cantare, danzare, suonare uno strumento musicale.

Una scuola che stimoli e favorisca la passione per la bellezza e per l’arte.

Una scuola che formi i cittadini del domani insegnando l’educazione civica e l’educazione al benessere.

Una scuola così concepita e organizzata è l’unica concreta possibilità per mitigare/abolire l’attuale diffuso e destruente disagio adolescenziale e formare cittadini liberi.

 

Quanto costerebbe tutto questo? È sostenibile?

 

Costerebbe molto meno di quanto si spende attualmente per cercare, senza successo, di riparare ai danni prodotti dall’abbandono dei bambini e degli adolescenti alle nocività e costituirebbe l’unico, vero, serio investimento per il futuro, anche in termini di sostenibilità di una sanità pubblica per tutti.

 

Il tempo passa e lascia segni indelebili nella salute mentale e fisica degli adolescenti: bisogna agire con urgenza e avere il coraggio di attuare un cambiamento rivoluzionario per il quale si è in tempo, ma ancora per poco.

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