presentazione

Ufficio Studi CISL Scuola

Dedichiamo questo secondo numero del 2026 della nostra rivista Scuola e Formazione web agli ADOLESCENTI quei ragazzi e quelle ragazze che ci sono vicini, che ci passano accanto, che vivono con noi, di cui sentiamo parlare nei mezzi di comunicazione e che rischiamo di non vedere proprio nella specificità dei loro volti, dei loro caratteri, nelle loro diversità. Ma che ci sono così vicini, perché in ognuno di loro ritroviamo noi stessi, quella parte di noi che presi nell’affanno della vita adulta forse abbiamo dimenticato.
Nell’EDITORIALE affidiamo alle parole della nostra Segretaria Generale le ragioni del perché abbiamo deciso di parlare di loro: “Per un’organizzazione sindacale che rappresenta il personale della scuola, ragionare sull’adolescenza, sulle sue complesse problematiche, sulle sue inquietudini, ma anche sulle potenzialità e sulla formidabile energia di cui dispone significa in fondo confrontarsi direttamente con la materia viva del proprio lavoro quotidiano”.
NE PARLANO
Eraldo Affinati, in questo testo, tratto dal suo libro Per amore del futuro. Educare oggi ci ricorda come al centro della relazione educativa con gli adolescenti ci sia sempre un’opposizione che nasce dal conflitto, che il docente deve saper gestire facendo comprendere all’allievo che egli stesso è segnato dalla finitudine e dall’imperfezione. Nello scambio dialettico, autentico, tra adulto e adolescente, si manifestano vecchie contese legate alle generazioni precedenti, ingiustizie subite che possono trovare il modo di essere superate, pena la loro trasmissione alle generazioni successive. Erica Cassetta ha intervistato Affinati nella scuola Penny Wirton di Roma insieme al regista Giovanni Panozzo che ne ha realizzato un video.
Sabrina Boarelli rileva che ai comportamenti problematici degli adolescenti si è cercato, negli ultimi tempi di rispondere con l’inasprimento delle sanzioni disciplinari. L’autrice ci presenta un excursus normativo frammentario e contraddittorio, spesso dettato dai fatti di cronaca, piuttosto che da una chiara visione pedagogica. Una scuola che assume il paradigma della prevenzione e non della repressione, “accetta di modificare la propria postura professionale, passando dal controllo alla relazione, dalla reazione all’anticipazione, dalla norma come vincolo alla norma come cornice di senso”.
Michela Lonardi ci presenta la ricerca condotta da Save the Children “Dis-armati. Un’indagine sulla violenza giovanile tra percezione e realtà”. Una violenza quella dei giovani sempre più armata, ma disarmante che ci mostra adolescenti alla ricerca di una loro affermazione che, soprattutto dopo la Pandemia da Covid-19, non trovano nelle famiglie, nella scuola, nelle istituzioni quella legittimità e coerenza in grado di farsi carico delle loro fragilità. Servono continuità educativa dentro e fuori dalla Scuola, ascolto e cura quando chiedono aiuto.
In questo dialogo tra l’educatore boomer Raffaele Mantegazza e la studentessa della Generazione ZETA Agata Canziani, piuttosto che parlare degli adolescenti, sono quest’ultimi che parlano di sé in un confronto che non è più solamente auspicato, ma che diventa agito, realizzato. Accanto alla persistente richiesta di ascolto, l’invito a considerare le differenze di genere e il bisogno di sicurezza lavorativo, il superamento della precarietà.
Fiammetta Marchionni inizia la sua analisi dai meccanismi che regolano la recezione del piacere e del dolore e come questi influiscano sull’apprendimento. Se la spinta al rischio è utile al bambino e all’adolescente a riconoscere i propri limiti, è proprio in questo ambito che modelli e forme diverse di autorevolezza lo possono aiutare a crescere nel rispetto dell’equilibrio tra trasgredire e crescere in libertà. L’addestramento alla dilazione nel soddisfacimento del bisogno costituisce il nucleo centrale dei modelli educativi. “Sia l’adolescente che emula, sia quello che si oppone evidenziano atteggiamenti che possono essere visti come esplorazione del sé. L’adulto deve tenere la lampada e dirigere il fascio di luce verso i luoghi del sapere esterno e interno, più utili e opportuni in quel momento”.
In una società dominata dalla logica della performance e della prestazione Michela Marzano sostiene che anche la scuola rischia di sbagliare quando considera l’errore non come momento necessario al processo di crescita, ma come elemento di giudizio e stigmatizzazione. Si opera così uno slittamento dallo sbaglio all’essere sbagliati. E spesso dietro a uno studente che non studia c’è proprio la paura di fallire e non essere all’altezza. Ridare dignità all’errore significa rendere consapevoli le studentesse e gli studenti che il loro valore non coincide con il voto e che crescere è un processo discontinuo fatto di tentativi, inciampi e cambiamenti.
Daniele Novara afferma che alla violenza a scuola tra coetanei e verso gli adulti non si risponde con la militarizzazione delle aule, ma ricostruendo le competenze educative, insegnando agli studenti come gestire i conflitti. Gli insegnanti non possono però essere lasciati soli: hanno bisogno di formazione specifica. Occorre costruire reti tra scuola, territorio, famiglie, sport, educatori. Anche i genitori devono essere sostenuti attraverso percorsi di consulenza e formazione specifica.
Per Alberto Villani la scuola ha un ruolo centrale nel contribuire a risolvere un disagio giovanile che negli ultimi tempi è diventato una vera e propria emergenza. Una scuola in cui i talenti di tutti vadano riconosciuti e valorizzati, dove anche coloro che provengono da contesti di povertà sociale e culturale, attraverso tempo pieno e spazi che garantiscano benessere psico-fisico, possano trovare un ambiente sicuro e socializzante e sfuggire così a quella solitudine alla quale credono di sfuggire attraverso le relazioni virtuali dei social.
APPROFONDIAMO
Come muoversi tra il mancato adempimento di norme primarie o contrattuali e l’inefficienza professionale? Per Anna Armone la libertà d’insegnamento garantita dalla Costituzione, non significa che il docente non debba assicurare il raggiungimento degli obiettivi curriculari. La libertà d’insegnamento è fisiologicamente condizionata dal progetto comune. Il D.Lgs 165/01 tutela l’autonomia d’insegnamento e ricerca nel quadro del Pubblico Impiego riconoscendo l’importanza di questi diritti e collegandoli ai doveri del dipendente pubblico e ai poteri di direzione del Dirigente Scolastico.
Fabrizia De Cuia affronta il tema dei contratti a termine, legato alla più ampia tematica della stabilizzazione del precariato. La Corte di giustizia Europea è tornata recentemente ad esprimersi: secondo la sentenza del 14 aprile 2026 – causa C-418/24 – il limite ad oggi previsto del risarcimento delle 24 mensilità potrebbe ben essere superiore.
Elio Formosa conduce un’analisi puntuale di una recente delibera della Lombardia su IeFP mettendone in evidenza le contraddizioni tra richieste di autonomia territoriale e richieste di intervento del governo centrale per compensare la fine delle risorse del PNRR e la mancanza di un CCNL che regoli il settore. Necessita una nuova Legge Quadro per garantire risorse a tutte le Regioni e una normativa sul sistema di accreditamento delle strutture formative.
STRUMENTI DI LAVORO
Giambattista Rosato ci propone una guida operativa per le scuole sull’assolvimento degli obblighi di trasparenza, alla luce della delibera ANAC n. 168/2026. Temi dell’articolo: cronoprogramma, verifiche, competenze interne, bilanciamento con GDPR.
Raffaele Vitale illustra le principali novità legate alla firma del CCNL per i dirigenti scolastici. Sottolinea la relativa speditezza con cui si è giunti al rinnovo contrattuale, frutto di una strategia sindacale che privilegia il confronto costruttivo, orientato al risultato concreto, piuttosto che il conflitto fine a se stesso.
GENTE DI SCUOLA
Elena Arestia ci parla del progetto ministeriale che ha previsto per gli adolescenti la figura dello psicologo a scuola. Ogni anno cresce del 10% la richiesta di aiuto psicologico da parte dei giovani; sette su dieci chiedono di essere ascoltati da adulti autorevoli, presenti, competenti. Scuola, associazioni sportive, famiglie hanno il compito di rispondere alla richiesta di “essere nutriti” da parte dei giovani. Figure specifiche che affianchino i docenti nei luoghi formali e non formali della formazione e dell’istruzione, ma anche strumenti formativi specifici per i docenti.
Andrea Maggi afferma che stiamo attraversando il bisogno di cambiamento, ma questo va guidato dai lavoratori della scuola, non imposto con l’ennesimo tentativo di riforma dall’alto. Le sfide da raccogliere sono quelle della bellezza, dell’intelligenza e della parità di genere.
GIOVANI SCIENZIATE CRESCONO
Chiara Sabatini nel suo articolo parte dalla composizione chimica dei farmaci dimagranti per arrivare agli aspetti farmaco-economici del loro uso e ai costi per il SSN. L’analisi continua con il considerare gli elementi sociologici e di costume relativi alla somministrazione e uso per finalità precipuamente estetiche e non legate alla salute delle diete dimagranti. Dieta significa infatti nella sua etimologia “stile di vita” e non regime alimentare restrittivo.
Dopo un excursus sulla concezione del tempo dalla filosofia antica ad Einstein, Carlotta Valentini arriva al “tempo dentro di noi” che studia la biochimica, scienza che osserva la vita nei suoi meccanismi più intimi, quelli cellulari. Dopo l’individuazione dell’oggetto di questa scienza, si passa agli ambiti universitari in cui si studia e alle professioni da intraprendere, compresi la ricerca, l’insegnamento e la divulgazione scientifica.
TEMA LIBERO
Due donne, diverse per generazione e per vita, accomunate dall’interesse artistico, una per la musica, l’altra per la pittura. Camilla Insom ha fatto di questo interesse un’esperienza lavorativa come insegnante, l’altra Marilina Giulianelli l’ha recuperato dopo aver svolto la professione medica. La prima ci parla dell’esclusione delle donne dalla storia della musica e dai libri di testo, la seconda ci descrive un suo acquarello e di come è riuscita a recuperare questa passione giovanile.
ARTE CINEMA LIBRI MUSICA
Vincenzo Alessandro ci presenta l’ultimo libro di Umberto Galimberti, Le disavventure della verità che il concetto di verità ha incontrato nella storia della filosofia, dal pensiero greco e ebraico cristiano, fino alla scienza moderna di Galilei e Cartesio, a Marx e Freud. Nella società della tecnica è quest’ultima a determinare il fine della ricerca ed è vero solo ciò che è produttivo, funzionale. Alla scuola il compito di educare le studentesse e gli studenti a cercare non solo ciò che funziona, ma anche ciò che genera significato.
Erica Cassetta ci parla dell’ultimo libro di Michela Marzano, Qualcosa che brilla. Attraverso la voce di un gruppo di adolescenti e del loro psicoterapeuta, l’autrice ci conduce in un viaggio in cui i giovani cercano di mettere in comune le loro storie, le loro fragilità, quelle della generazione che incontriamo nelle nostre aule, nelle nostre case, e ci fornisce possibili chiavi di dialogo e comprensione.
Francesco Ottonello ci accompagna all’ascolto della Sinfonia n. 3, di Ludwig Van Beethoven. Caposaldo della storia della musica e dell’arte in generale l’Eroica segna il passaggio dal Classicismo al Romanticismo e inaugura una nuova concezione della musica, non più mero intrattenimento ma espressione di sentimenti, passioni, individualità. Strettamente legata al suo tempo, questa sinfonia è ancora oggi capace di parlare ad un tempo così antieroico come il nostro.
GRANDI TEMI – EUROPA
L’articolo di Davide Grippa si propone di ripercorrere sinteticamente i principali ostacoli che i nazionalismi e i sovranismi hanno posto alla creazione di una comunità europea, dal primo progetto di Briand negli anni Trenta del Novecento fino a oggi, evidenziando anche gli elementi che consentono di guardare con ottimismo a un rafforzamento della comune famiglia europea.
Per Stefano Palermo l’Europa è chiamata ad affrontare nuove sfide, dense di problemi e opportunità. Ripercorrere la storia dell’Unione, rileggendo le caratteristiche di un modello di sviluppo che è stato in grado di coniugare crescita economica e redistribuzione sociale è quanto mai utile per rispondere alle domande del tempo presente.
Il futuro che Ulderico Sbarra si immagina nella vignetta che ci accompagna anche in questo numero della rivista ha i colori accesi della guerra sullo sfondo di una città distrutta dagli ordigni e un reduce solitario pettirosso.


