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L'ottimismo ostinato dell'educazione protopica
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Se faccio imparo
L'ottimismo ostinato dell'educazione protopica
L'educazione "protopica"
può trasformare l'eco-ansia
in "ottimismo ostinato"
grazie all'azione costruttiva.
Tramite il pensiero sistemico
e progetti rigenerativi
e interdisciplinari, la scuola
diventa un laboratorio vivente
in cui gli studenti "imparano facendo"
per costruire un futuro migliore.

Presidente dell’Istituto di Diritto internazionale
della pace “Giuseppe Toniolo” e docente di sviluppo
sostenibile all’Asian Institute of Technology

“Affinché il cambiamento diventi trasformativo,
il nostro cambiamento di mentalità
deve manifestarsi nelle nostre azioni.”
Christiana Figueres(1)
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La sfida più entusiasmante per gli operatori della scuola nell’epoca di policrisi che viviamo è impegnarsi in un’attività educativa che si concentri su un’azione costruttiva piuttosto che sulla disperazione che si percepisce in diversi settori della società civile. Un approccio innovativo e di grande soddisfazione sia per gli insegnanti sia per gli studenti è quello “protopico”.
Il concetto di “Protopia” è stato coniato dal futurista Kevin Kelly circa dieci anni fa. Nella sua opera, in particolare in The Inevitable (2016)(2), Kelly descrive la protopia non come una destinazione, ma come uno stato di divenire: la costruzione di un mondo che oggi è solo un pochino migliore di ieri.
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Adottare un approccio “protopico” nell’educazione significa allontanarsi dalla paura paralizzante dell’An-tropocene (spesso insegnata come il suicidio dell’umanità) e avvicinarsi a una pedagogia di speranza attiva. Le scuole secondarie di primo e secondo grado possono rendere operativo questo cambiamento, trasformando gli studenti da osservatori passivi di una crisi in architetti attivi di un futuro sostenibile. Le trasformazioni generative più importanti includono quattro cambiamenti essenziali.
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1. IL CAMBIAMENTO FILOSOFICO: DALL’ ANSIA ALL’AZIONE
Il primo passo è psicologico. Gli studenti stanno attualmente sperimentando alti livelli di eco-ansia. Un’educazione protopica convalida questi sentimenti, ma li canalizza in un “ottimismo ostinato”, un concetto sostenuto da Christiana Figueres(3).
a) Insegnare la “speranza attiva”: gli insegnanti dovrebbero distinguere tra “speranza come desiderio” e “speranza come pratica”. Come scrivono Joanna Macy e Chris Johnstone in Active Hope (2012)(4): “La speranza attiva non è un pio desiderio... significa diventare partecipanti attivi nel realizzare ciò che speriamo.
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b) Combattere la stanchezza distopica: i programmi di letteratura e scienze spesso si concentrano su esiti catastrofici. Le scuole devono bilanciare questa tendenza studiando esempi storici in cui l’intervento umano ha invertito con successo i danni ambientali; per esempio, il ripristino dello strato di ozono o il ripristino di specifici ecosistemi.
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2. PERCORSI CURRICULARI: PENSARE IN SISTEMI
Per comprendere l’ Antropocene, gli studenti devono smettere di considerare le materie come separate (Biologia vs. Economia). Devono imparare il pensiero sistemico, chiamato anche olistico.
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a) La rete della vita: invece di studiare un animale isolatamente, studiate le sue relazioni. Come sostengono Fritjof Capra e Pier Luigi Luisi in The Systems View of Life (2014)(5), dobbiamo passare “dal considerare il mondo come una macchina a comprenderlo come una rete”. Si possono mettere in atto delle attività come, per esempio, creare una “mappa delle conseguenze” in cui gli studenti tracciano il ciclo di vita di un singolo oggetto (come uno smartphone) dall’estrazione dei minerali allo smaltimento, collegandolo alla geografia, alla chimica e alla giustizia sociale.
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b) Alfabetizzazione al futuro: è la capacità di immaginare il futuro non come un punto fisso, ma come una gamma di possibilità. L’UNESCO lo raccomanda esplicitamente nel suo rapporto Reimagining our futures together: A new social contract for education (2021), affermando che l’istruzione deve “contrastare la sensazione che il futuro sia già determinato”.
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3. IMPLEMENTAZIONE PRATICA: LA SCUOLA COME LABORATORIO VIVENTE
Se accettiamo che la protopia riguarda l’“impegno quotidiano”, allora l’edificio scolastico stesso dovrebbe essere il libro di testo principale.
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a) Progetti rigenerativi (non solo sostenibili): non fermiamoci solo alla sostenibilità, che significa “non arrecare danno al futuro”. Rigenerazione significa invece “fare del bene” al futuro. Tra le azioni possibili, per esempio, invece di limitarsi a riciclare, avviare un programma di compostaggio che nutra l’orto scolastico rigenerandolo periodicamente. In questo modo si insegna il ciclo biologico del carbonio attraverso l’esperienza diretta.
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b) Scienza della cittadinanza attiva: gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado possono contribuire a creare set di dati reali. Utilizzando app come iNaturalist o contribuendo al monitoraggio della qualità dell’acqua locale, possono vedere il loro lavoro quotidiano contribuire alla comprensione scientifica globale.
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c) L’abitudine quotidiana “protopica”: fare esperienza di azioni che incoraggino la regola del “miglioramento dell’1%”. Per esempio, chiedere agli studenti: “Cosa costituisce un miglioramento dell’1% nel consumo energetico o nella gestione dei rifiuti della nostra scuola oggi?”. Questo dimostra in pratica che la policrisi è gestibile.
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4. ESEMPI DI INSEGNAMENTO INTERDISCIPLINARE
Per facilitare questo cambiamento di paradigma, gli insegnanti possono combinare le discipline in diversi modi usando il metodo Montessori o il metodo cosiddetto costruttivista(6).
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a) Combinazione di soggetti, esempio di progetto protopico: Storia + Chimica. Studia la rivoluzione industriale non solo come crescita economica, ma analizza anche i cambiamenti chimici nell’atmosfera che ebbero inizio in quel periodo (l’inizio dell’Antropocene).
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Matematica + Educazione civica. Calcolare l’“impronta di carbonio” della mensa scolastica e redigere una proposta di bilancio per il consiglio scolastico affinché passi a fornitori locali (applicando la matematica alla governance). Letteratura + Biologia.
Leggere narrativa come “Solarpunk” (un genere incentrato su futuri sostenibili)(7) insieme a lezioni di biologia sulla resilienza delle piante. Il famoso insegnamento di Confucio (551-479 a.C.) “Se ascolto dimentico, se guardo capisco, se faccio imparo” è una straordinaria sintesi di come la scuola può rappre-sentare la vita o la morte di quel trasferimento culturale, intergenerazionale e generativo che deve aiutare il superamento della policrisi.
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(1) C. Figueres T. Rivett-Carnac, Scegliere il futuro. Affrontare la crisi climatica con ostinato ottimismo, Thlon, 2021. Traduzione in italiano di L. Fantoni.
(2) K. Kelly, L’inevitabile. Le tendenze tecnologiche che rivoluzioneranno il nostro futuro, Il Saggiatore 2017. Traduzione in italiano di A. Locca.
(3) Segretaria esecutiva della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambio climatico.
(4) J. Macy, C. Johnstone, Speranza attiva, come affrontare la catastrofe senza perdere la ragione, Edizione
italiana a cura di G. Scotto, Editpress 2021.
(5) F. Capra, PL. Luisi, Vita e Natura - Una visione sistemica, Aboca Edizioni, 2020
(6) Ibidem.


